A collective of journalists in the Balkans
  • Author:
    Giovanni Vale
  • Published in:
    Il Piccolo
  • Date:
    08/04/2015
  • English description:
    Gaston Besson is a 47 years old ex-soldier. Volunteer in several wars, he claims today being part of the Azov battalion in Ukraine. Since the beginning of the war, he has helped some Croats to reach the front in Ukraine. This interview was done in a small bar in Pula, the city where Besson now lives.

Gaston Besson Il PiccoloGaston Besson (47 anni) è un soldato francese di lungo corso. Volontario in diverse guerre, tra cui quella in Croazia nel 1991-1995, Besson si presenta oggi come un “organizzatore” del battaglione Azov in Ucraina. Dall’inizio del conflitto con i filo-russi, avrebbe contribuito a mandare sul fronte diversi ex commilitoni croati. Questo articolo è stato pubblicato su Il Piccolo l’8 aprile 2015.

I croati si arruolano in Ucraina. Il quotidiano “Jutarnji List” ha pubblicato l’altro ieri un video in cui due mercenari croati raccontano la loro esperienza nel battaglione Azov, formazione di estrema destra che si batte contro i pro-russi. A spedirli sul fronte è stato Gaston Besson, un ex militare francese di 47 anni residente a Pola. Besson, che negli anni ’90 si arruolò spontaneamente nell’esercito croato, è oggi uno dei reclutatori del battaglione Azov e dall’inizio del conflitto ha contribuito a mandare al fronte più di 120 volontari internazionali. Lo abbiamo incontrato in un bar di Pola.

Che ci fa un francese nato in Messico a Pola?

È cominciato tutto 7 anni fa, quando la mia prima moglie mi ha cacciato di casa a Bangkok. Ero a pezzi e non sapevo dove andare. Un amico allora mi ha detto: “Gaston, vai in Croazia. Là sei considerato un eroe, ti accoglieranno a braccia aperte”. E così ho fatto, mi sono trasferito a Vinkovci, vicino al confine con la Serbia dove avevo combattuto, e i miei ex commilitoni mi hanno aiutato a sistemarmi. Oggi ricevo una pensione di circa mille euro come ex capitano dell’esercito croato e vivo a Pola da due anni. Mia moglie non ne poteva più dell’atmosfera in Slavonia: là, le persone parlano sempre e solo della guerra.

La guerra fa ancora parte del suo quotidiano: vive in Istria solo quando non è in Ucraina…

Sì, anche se oggi sono solo un coordinatore, un organizzatore. Rispondo alle persone che mi chiamano e mi chiedono “Gaston, come faccio a entrare nel battaglione Azov?”. Li consiglio, dico loro che non prendiamo amatori, che è necessario parlare inglese, russo o ucraino e occorre avere delle competenze precise. Insomma, se vai su internet non troverai certo una foto di Gaston con un kalashnikov in mano. Non è quello il mio mestiere e poi sono stanco di uccidere la gente, non ho più l’età.

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